Colombia vieta le mutilazioni genitali femminili, prima legge in America Latina
Il Parlamento approva il testo dopo due anni, attesa la firma del presidente Petro
Il Parlamento colombiano ha approvato una legge che vieta espressamente le mutilazioni genitali femminili, facendo della Colombia il primo Paese dell'America Latina a dotarsi di una normativa specifica contro questa pratica. Il provvedimento, approvato al termine di un iter durato due anni, mira a prevenire e sradicare una forma di violenza di genere documentata nel Paese da oltre vent'anni, soprattutto in alcune comunità indigene. La legge privilegia un approccio preventivo e pedagogico rispetto a quello esclusivamente repressivo e prevede la creazione di una politica pubblica nazionale per l'eradicazione della pratica, oltre al rafforzamento dei sistemi di raccolta e monitoraggio dei dati. Secondo le statistiche ufficiali, nel 2024 sono stati registrati circa 54 casi, ma organizzazioni e specialisti ritengono che il fenomeno sia ampiamente sottostimato. Il testo è stato sostenuto da parlamentari di diversi schieramenti e da rappresentanti del popolo indigeno Emberá, la comunità nella quale sono stati documentati il maggior numero di casi. Per l'entrata in vigore definitiva manca ora soltanto la promulgazione da parte del presidente della Repubblica, Gustavo Petro.
A.Rowais--al-Hayat