Al via la campagna contro i pregiudizi sulle disabilità
Dalla Consulta per le persone in difficoltà, 'per mettere in discussione automatismi'
C'è chi mangia la pizza con l'ananas, chi spezza gli spaghetti prima di metterli in pentola e chi condisce la pasta con il ketchup. Gesti innocui che, soprattutto nell'immaginario italiano, vengono scherzosamente considerati piccoli "crimini" gastronomici e "diventano così il terreno ideale per giocare sul significato della parola 'grave'". Si chiama infatti 'Lo so, è grave!' la campagna teaser lanciata dalla Consulta per le persone in difficoltà (Cpd) pensata per attirare l'attenzione, suscitare curiosità e, soprattutto, mettere in discussione i pregiudizi e gli automatismi con cui guardiamo alla disabilità. Dal 15 ottobre la campagna, lanciata in vista della terza edizione del DisFestival 2026 di Torino (28 novembre-8 dicembre), sarà presente in città con tre diversi manifesti, che ritraggono persone con disabilità alle prese con altrettante provocazioni gastronomiche, accompagnate dalla scritta 'Lo so, è grave!'. Il claim, volutamente provocatorio, si legge in una nota della Cpd, "gioca sul confine tra giudizio e pregiudizio, mettendo chi osserva di fronte alle proprie associazioni immediate. A un primo sguardo, l'affermazione "Lo so, è grave!" accostata all'immagine di una persona con disabilità può generare un'associazione immediata. Ma è proprio quell'associazione a diventare parte del messaggio. La campagna invita così a interrogarsi sugli automatismi con cui attribuiamo significati a ciò che vediamo e sul ruolo che il nostro sguardo ha nella costruzione del pregiudizio". "In fondo, che cosa è davvero grave? - continua la nota - Spezzare gli spaghetti, mettere il ketchup sulla pasta, mangiare la pizza con l'ananas? Oppure continuare a guardare le persone attraverso il filtro dei nostri pregiudizi". Se per un istante abbiamo pensato che la parola "grave" si riferisse alla disabilità, quell'associazione - conclude la Cpd - non era contenuta nel messaggio: l'abbiamo costruita noi, l'ha costruita l'osservatore".
S.Harithi--al-Hayat
