AL HAYAT - Kent Nagano dirige la Filarmonica Toscanini nella 'Resurrezione' di Mahler

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Kent Nagano dirige la Filarmonica Toscanini nella 'Resurrezione' di Mahler
Kent Nagano dirige la Filarmonica Toscanini nella 'Resurrezione' di Mahler

Kent Nagano dirige la Filarmonica Toscanini nella 'Resurrezione' di Mahler

Il 5 febbraio a Parma, con il Coro del Teatro Regio, e il 7 a Modena

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Kent Nagano, figura di riferimento della scena musicale mondiale riconosciuto per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, torna sul podio della Filarmonica Toscanini (della quale è Principal Artistic Partner) il 5 febbraio all'Auditorium Paganini di Parma alle 20.30. L'appuntamento, uno dei più attesi della stagione, prevede l'esecuzione della Sinfonia N. 2 in do minore "Resurrezione" di Gustav Mahler, monumentale capolavoro del tardo romanticismo e pietra miliare del repertorio sinfonico di tutti i tempi. Dopo il debutto dello scorso novembre, la collaborazione tra il 74enne direttore californiano e la Toscanini entra nel vivo con una partitura che mette alla prova orchestra, coro (quello del Teatro Regio di Parma) e solisti (il soprano Jane Archibald e il mezzosoprano Christina Bock) in un viaggio musicale e filosofico di straordinaria intensità, in cui la dimensione sinfonica si apre progressivamente alla voce umana, trasformando il concerto in una riflessione universale sul senso dell'esistenza, della morte e della rinascita. "Il primo movimento descrive le lotte titaniche di un essere possente ancora intrappolato nelle fatiche del mondo, - scrisse Gustav Mahler - alle prese con il destino a cui deve soccombere: la morte. Il secondo e il terzo movimento sono episodi della vita dell'eroe caduto. Il quarto rappresenta l'atteggiamento di tensione e di ricerca dell'anima nei confronti di Dio e della propria immortalità. Nell'ultimo movimento, la terra trema. Basta ascoltare il rullo del tamburo e i capelli si rizzeranno! L'ultima tromba risuona; le tombe si spalancano". La scelta della Seconda di Mahler si inserisce nella visione artistica di Nagano, che considera il grande repertorio non come patrimonio museale, ma come tradizione vivente, capace di parlare al presente e di interrogare la società contemporanea: "In un'epoca segnata da instabilità e trasformazioni profonde, Mahler offre una musica che non elude il conflitto, ma lo attraversa, fino a trovare, nel celebre finale corale, una prospettiva di speranza e trascendenza". Il concerto sarà replicato il 7 febbraio alle 21 nel Duomo di Modena per la stagione del Teatro Comunale Pavarotti-Freni.

R.Rabiah--al-Hayat