ANSA/ 'Siège de Corinthe' di Livermore, l'arte greca assediata dalla modernità
L'opera inaugura il 47/o Rossini Opera Festival l'11 agosto a Pesaro
(di Federica Acqua) È ambientato all'interno di un grande magazzino di un museo, un deposito di preservazione dell'arte classica dove casse di legno sparse custodiscono opere e rovine dell'antichità greca, il nuovo allestimento de 'Le siège de Corinthe' di Rossini firmato da Davide Livermore, che inaugura l'11 agosto prossimo all'Auditorium Scavolini il Rossini Opera Festival 2026. Una messinscena voluta dal regista per mettere in luce la deriva distruttiva della modernità nei confronti della bellezza costruita dall'uomo nel passato, e che vede sul podio dell'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Ventidio Basso il maestro Carlo Rizzi (repliche 14,17, 21 agosto). Sul palco, Corinto si trasforma in simbolo estetico ed ideale dell'arte classica da preservare, mentre l'assediante è la modernità, che s'identifica con l'uomo di oggi, che irrompe in questo spazio incapace di comprenderne il valore, facendo tabula rasa di tutto. La scena teatrale si costruisce visivamente come un progressivo svelamento in cui le casse sparse all'interno del magazzino (di cui la più grande, al centro, rappresenta Corinto) rivelano frammenti del mondo greco, immagini, presenze e memorie ancora vive. La città greca è ciò che resta della bellezza della nostra storia, man mano sempre più circondata da cocci e rovine, simboli della fragilità di ciò che viene conservato e museificato, senza essere compreso. Nel cast della produzione sono impegnati Adrian Sâmpetrean (Mahomet), Matteo Roma (Cléomène), Vasilisa Berzhanskaya (Pamyra), Maxim Mironov (Néoclès), Simón Orfila (Hièros), Tianxuefei Sun (Adraste), Giuseppe De Luca (Omar) e Anna-Doris Capitelli (Ismène). Livermore firma le scene assieme ad Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco, mentre i costumi sono ideati da Gianluca Falaschi e le luci da Nicolas Bovey. La 47/a edizione del Rossini Opera Festival, in programma fino al 23 agosto, comprende oltre al nuovo allestimento de Le Siège de Corinthe, anche due spettacoli simbolo della storia del Festival. Sono 'L'occasione fa il ladro' nella versione firmata da Jean-Pierre Ponnelle (Teatro Rossini, 12, 15, 18 e 20 agosto) diretta da Alessandro Bonato e 'La scala di seta' con la regia di Damiano Michieletto (Teatro Rossini, 13, 16, 19 e 22 agosto) e la direzione musicale di Iván López-Reynoso. Riproposto anche 'Il viaggio a Reims', ideato da Emilio Sagi per il Rof 2001e interpretato dagli allievi dell'Accademia Rossiniana "Alberto Zedda" (Teatro Rossini, 16 e 19 agosto), con Sieva Borzak sul podio. Tra i concerti figurano invece la serata 'Flórez30', che celebra il trentennale del debutto di Juan Diego Flórez al Rof (Auditorium Scavolini, 18 agosto), quattro Concerti di Belcanto (Teatro Rossini, 14, 17, 20 e 22 agosto), il ritorno di Rossinimania (Teatro Rossini, 15 agosto) e infine, a chiusura dell'edizione, lo Stabat Mater diretto da Ramón Tebar (Auditorium Scavolini).
A.Rowais--al-Hayat