AL HAYAT - Studio indaga legame tra inquinamento atmosferico e schizofrenia

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Studio indaga legame tra inquinamento atmosferico e schizofrenia

Studio indaga legame tra inquinamento atmosferico e schizofrenia

Ricerca dell'Azienda Ospedale Università Padova sui 1.580 ragazzi dai 9 ai 14 anni

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È stato pubblicato su 'Schizophrenia Bulletin' uno studio che ha visto la partecipazione del professor Fabio Sambataro che è direttore della UOC Psichiatria 3 dell'Azienda Ospedale Università Padova: la ricerca ha indagato per la prima volta come l'esposizione all'inquinamento atmosferico durante l'infanzia interagisca con il rischio genetico per la schizofrenia nel plasmare lo sviluppo del cervello adolescenziale. Analizzando i dati di 1.580 ragazzi americani dai 9 ai 14 anni gli esperti hanno osservato che una maggiore esposizione alle polveri sottili durante l'infanzia è associata a una riduzione dell'area del polo frontale destro che è la regione cerebrale coinvolta in funzioni cognitive fondamentali come il problem solving e il processo decisionale. L'interazione tra inquinamento e predisposizione genetica ha, poi, mostrato effetti specifici sul volume del nucleo caudato che è la struttura implicata nel controllo cognitivo e nel comportamento finalizzato. È stata, inoltre, riscontrata un'associazione tra esposizione al diossido di azoto che è tipico delle emissioni da traffico e delle alterazioni nella comunicazione tra reti cerebrali deputate all'attenzione e alle funzioni esecutive. Il lavoro suggerisce che il cervello in fase di sviluppo è più vulnerabile agli effetti dell'inquinamento anche a livelli di esposizione inferiori agli standard attualmente considerati sicuri con possibili ripercussioni sul neurosviluppo e con maggiore rischio di manifestare esperienze simil psicotiche in adolescenza. Dal punto di vista di salute pubblica i dati rafforzano l'urgenza di politiche ambientali più stringenti volte a ridurre l'esposizione della popolazione, in particolare dei più giovani, durante le finestre critiche del neurosviluppo, trasformando la tutela della qualità dell'aria in una vera e propria strategia di prevenzione per la salute mentale delle future generazioni. Trattandosi di uno studio osservazionale i risultati indicano associazioni e non rapporti di causa effetto diretti, ma rappresentano tuttavia un contributo importante per orientare future ricerche e politiche di sanità pubblica.

M.Ajlan--al-Hayat